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La Sila

La Sila è il cuore della Calabria: un immenso altopiano tutto boschi, radure e torrenti. Istituito “Parco Nazionale della Calabria”, rappresenta nel suo genere un territorio di sorprendente bellezza ancora sconosciuta. Tra azzurri specchi d’acqua dei laghi (Cecita - Arvo - Ampollino) e le grandi foreste di pino lariccio della Calabria (un albero che può raggiungere dimensioni gigantesche), negli estesi pascoli sbocciano narccisi, orchidee e ciclamini,mentre fragole e funghi nascono sotto i pini. La fauna della Sila è sostanzialmente di tipo appenninico-meridionale, di essa fanno parte il lupo, la volpe, la lontra, il cinghiale e il capriolo. Attraversiamo la Piana di Sibari, tra grandi frutteti e piantagioni di verdure, percorrendo l’autostrada del sole arriviamo a Cosenza. Città posta nella valle del fiume Busento, nel mitico luogo in cui Alarico fu sepolto con tutti i suoi tesori. Non può mancare una visita alla parte alta della città, il centro storico, gioiello di antichi monumenti e architetture, dominato dalla superba mole del castello normanno-svevo. Lasciata Cosenza si sale lungo la SS 107 verso Rovito, nel cui boscoso vallone è il luogo del martirio dei fratelli Bandiera; si attraversa Celico, si continua a salire tra scenari di incomparabile bellezza sino a Camigliatello Silano, moderno centro montano, da dove a mezzo della bidonvia si può effettuare la risalita che ci porta sul Monte Curcio (1768 m). In località Fallistro potremo ammirare “I giganti della Sila” ultimi superstiti di pini secolari il cui diametro arriva ai due metri. Da Camigliatello per la SS 177 si giunge al Lago Cecita dove si può far tappa in una area attrezzata per pic-nic dalla Azienda Foreste Demaniali. Costeggiando il Lago Cecita si raggiungerà il “Parco Nazionale della Fossiata” che è una zona tutta interessata alla selvaggia bellezza dei vetusti pini silani in un incontaminato scenario di foresta e dove passeggiando lungo un itinerario prestabilito si potranno osservare cervi, daini e caprioli nei grandi recinti dove vivono in un ambiente naturale intatto. Da qui prendendo la strada per Longobucco, dove l’ampia valle del Trionto magnetizza lo sguardo col suo panorama, ecco Paludi, con notevoli resti di un teatro romano, ed ancora pochi chilometri Rossano e la litoranea che ci riporterà al Camping. Oppure ritornando verso Camigliatello costeggiato il breve e irregolare laghetto di Ariamocina (SS 107), si procede per alcuni chilometri tra la foresta e i campi aperti. In prossimità di Colle Donato si devia a destra sulla SS 108 bis, attraversando la ferrovia silana ed il pittoresco laghetto formato dal torrente Garga. Dopo il bivio di Rovale, in un paesaggio di alpestre solennità, si giunge alla quieta distesa del lago Arvo ed a Lorica, ai piedi della Botte Donato (1928 m), massima cima della Sila. Si aggira il lago fino alla verde depressione di Bocca di Piazza costeggiando le sorgenti del fiume Savuto, sino alla boscosa depressione del lago Ampollino, forse il più incantevole di tutta la Sila per gli scenari che si godono dalle sue rive, lambite a sud dal bosco del Gariglione, il più antico e meglio conservato della regione, denso di cerri, faggi, pini e abeti altissimi e talvolta plurisecolari, un tempo rifugio di briganti ricordati in numerosi toponimi della zona. Oltrepassato Villaggio Palumbo, località turistica molto attrezzata, si giunge a Trepidò Soprano, qui si devia verso sinistra e si procede attraverso un paesaggio di selvaggia bellezza, fino a San Giovanni in Fiore, pittoresco e popoloso paese sorto intorno alla Abbazia fondata dal beato Gioacchino de Fiore, sfiorato dalla profonda valle del fiume Neto, che si caratterizza per le fiorentissime e rinomate produzioni artigianali e per gli austeri tradizionali costumi femminili.