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PATHIRION

Edificato nel XII secolo d.C. a 600 metri di altitudine tra le montagne della Sila Greca, il Pathirion di Rossano è un antico cenobio basiliano costruito grazie alle elargizione dei principi normanni. Il Pathirion venne dedicato a Santa Maria della Nuova Odigitria, ma la chiesa rimasta oggi è conosciuta col nome di Santa Maria del Pathire o semplicemente Pathire, nome che deriva dal greco patèr, in segno di devozione al suo padre fondatore San Bartolomeo da Simeri.
Grazie alle donazioni e ai privilegi concessi dai normanni, il Pathirion divenne subito uno dei più ricchi e importanti cenobi basiliani dell'Italia meridionale. Dal suo scriptorium uscirono preziosissime trascrizioni di codici, molti dei quali sono oggi conservati nella Biblioteca Vaticana e nel Museo Diocesano di Rossano. La chiesa del Pathire, una volta annessa al cenobio, e oggi restaurata, ha una pianta basilicale con tre absidi rivolte a oriente. Questo elemento lascia pensare che il Pathirion sia stato edificato sopra una precedente chiesa bizantina. L'interno è a tre navate divise da colonne in arenaria senza capitelli. Nell'area del presbiterio si possono notare quattro colonnine decorative con capitello corinzio, probabili resti dell'antica colonia greca di Thourioi. L'originario pavimento a mosaico si è salvato soltanto in parte. Sono molto belli i frammenti ancora ben visibili con figure policrome raffiguranti animali. All'esterno la chiesa del Pathire è caratterizzata dalle tre grandi absidi circolari in stile arabo-normanno.  Le absidi infatti, sono decorate da archi in mattoni e pietre tagliate in cui trovano spazio dei medaglioni con disegni geometrici bicolori. La facciata principale della chiesa del Pathire, invece, è caratterizzata da un portale in pietra con arco ogivale e due rosoni, dei quali il piccolo posto più in alto potrebbe essere più antico.
Dell'attiguo monastero basiliano del Pathirion, restano soltanto una fila di arcate a tutto sesto in muratura e una parte della torre campanaria. Il resto purtroppo è andato distrutto, ma la zona circostante ha saputo conservare l'atmosfera mistica tipica dell'arte basiliana, ben riscontrabile nella chiesa di Santa Maria del Pathire.